“La Sicilia ha delle mete da raggiungere per colmare le criticità accumulate negli anni. Fra queste: equiparare le proprie infrastrutture agli standard nazionali, la viabilità interna, superare l’impasse delle competenze sulle strade provinciali dopo l’abolizione delle Province regionali, organizzare una conferenza di servizi permanente con l’Anas per una restituzione funzionale delle nostre autostrade ai siciliani, investire sulle linee ferroviarie, fondare una sanità regionale efficiente, agevole per il cittadino, fruibile, solidale, lontana da schemi mercantilistici; rivisitare il settore dell’agricoltura per restituirgli un ruolo primario nell’economia isolana, sostenere adeguatamente piccole e medie imprese, lottare il precariato con misure dignitose senza ricorrere alle fantasmagoriche promesse elettorali. E ancora: rilanciare istruzione e formazione, avviare politiche giovanili che passino da istruzione e formazione (lottando ad un tempo l’assistenzialismo), consolidare i settori dei beni culturali e del turismo sui quali si fonda per buona parte l’economia regionale e avviare un dialogo con le categorie produttive, tutte, al fine di individuare le zone d’ombra che fin qui non hanno permesso alla Sicilia di emergere dalle secche di una politica sguaiata nel tono e nel contenuto”.Lo ha dichiarato Francesco Cascio già Presidente dell’Ars.
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